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martedì 15 novembre 2016

Bianchi Giada (1st edition)


Visto che l'ho citata nel mio primo post ecco qua la prima esperienza di restauro pseudo-conservativo attuata su una Bianchi Giada datata 1958 dell'amico Giacomo che la voleva conservare come ricordo di sua nonna, magari in modo da poterla anche utilizzare saltuariamente per brevi passeggiate. Uso la definizione "pseudo-conservativo" poichè il telaio è stato riverniciato con un lieve strato di nero omogeneo in modo da coprire varie aree senza vernice, cosa che in restauri successivi ho evitato accuratamente. Inoltre alcuni dettagli (pedivelle, astine parafanghi, pedali) sono stati trattati con il Cromolux, vernice cromante protettiva che però non è lucida come le parti cromate con trattamento galvanico. 

Agosto 2015

Dunque un pomeriggio d'estate arriva in visita Giacomo con signora e bici al seguito, incastrata alla bell'e meglio nel bagagliaio della sua Grande Punto (la bici, non la signora).
Chiede, se possibile, di rimetterla in strada contenendo al massimo i costi di restauro. Gli prometto che faremo il possibile e, appena congedato l'amico, inizio immediatamente a smontarla. Tanto in fretta che dimentico le foto di "prima della cura" per il doveroso confronto con il "dopo"; me ne ricordo a telaio denudato e così le uniche tracce che possiedo sono quelle che seguono:



Come si può notare il telaio non è messo male, se si esclude la curva centrale e la forcella anteriore, completamente scorticate. I cerchioni sono decisamente ruggini e la pedivella destra risulta saldata al pedale con alcuni bei punti di saldatura. La pedivella sinistra non è originale e anche i pedali sono spaiati; naturalmente l'unico dei due ad essere originale Bianchi è anche quello saldato alla guarnitura: peccato. Il manubrio ha ancora le belle manopole nere originali, piccoline, e non presenta profonda corrosione, cosa che invece ha rovinato tutto l'impianto frenante. Anche la sella è da buttare, strappata in più punti e tenuta insieme con il nastro adesivo. Canotto reggisella, serie sterzo e movimento centrale sono, assieme ai mozzi, le parti che hanno meglio resistito all'usura del tempo e dopo una rapida pulizia tornano come nuovi. Manca il coprimozzo posteriore e uno dei due chiavetti per registrare la ruota posteriore.
Il primo grosso problema si presenta al momento di rimuovere la guarnitura dal mozzo: lo spinotto non esce nanche condendolo con le bestemmie più atroci (probabilmente la saldatura del pedale ha fatto dilatare i metalli inchiodando la spina nella pedivella. Dopo diverse ore di inutili tentativi decido di andare giù pesante: imbraccio la flex e pratico un bel taglio trasversale

Lo spinotto esce ma il taglio fa male al cuore.....
Vabbè, cerco sul web un pezzo di ricambio e con la modica spesa di 30 euro viene via una bella guarnitura Bianchi completa (senza le B nella corona però). La lucido accuratamente e la ripongo in attesa del riassemblaggio.
I pedali vengono smontati, lucidati e revisionati. Anche i mozzi subiscono lo stesso trattamento. Tutta la freneria - esclusi i cilindretti la cui cromatura è inspiegabilmente ottima - viene spazzolata per rimuovere la ruggine, indi trattata con Owetrol e riverniciata nelle sue parti nere, tiranti e dadi. Gommini nuovi per i freni e una bella ingrassata alle molle completano l'opera.
I raggi delle ruote vengono spazzolati e riverniciati in nero, i nippli lucidati e i cerchioni spazzolati e trattati con antiruggine trasparente. 
Il telaio, i parafanghi, il carter e la forcella vengono puliti accuratamente, trattati con l'antiruggine ed infine riverniciati leggermente a spruzzo. Le costine cromate dei parafanghi e del carter vengono trattate con il Cromolux. 
Riassemblo il tutto avendo cura di sostituire un copertone e la sella, giusto in tempo per farla provare a Michele, che la gradirà a tal punto da farsene fare una anche per lui.
Ecco qua il lavoro finito











 
Lo stemma bianco adesivo e lo stemmino blu sul manubrio sono stati sostituiti prima della consegna con le decalcomanie originali, delle quali però non ho alcuna immagine. Ho anche aggiunto un fanalino anteriore e posteriore in stile a led.
Ah, dimenticavo: alla fine ho montato la sua pedivella originale dopo aver fatto richiudere la ferita mediante saldatura al plasma dall'amico Giulio :-)

1 commento:

  1. Ne ho una perfettamente conservata era di mio suocero adoperata poco appare quasi nuova. Io sono interessato ad altro se vuole santagatacelestino44@gmail.com

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