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martedì 15 novembre 2016

MTB Olympia Leopard


Questa volta parliamo di Mountain Bike. A propormela per un restauro-elaborazione l'amico Renzo, dopo aver ammirato il lavoro svolto sulla Bianchi Giada: la sua Olympia Leopard, regalo del babbo che non c'è più, dopo aver conosciuto tempi migliori deve tornare più bella di prima.
E allora via quel terribile colore con cui Renzo l'aveva ridipinta per coprire fantasie decisamente troppo sgargianti della Leopard originale e largo a manubrio cruiser, comandi cambio nuovi, freni V-Brake e soprattutto gomme super su un telaio che sarebbe stato tinto RAL 6027 come le Bianchi da corsa.


Olympia Leopard in versione originale con parafanghi

Probabile aspetto originario, secondo il proprietario

 Luglio 2016

Uno squillo per avvisarmi che la sta portando a casa mia e pochi minuti dopo ecco il furgone di Renzo con ben tre bici  invece di una nel cassone: la MTB oggetto del post, una Bianchi Giada riverniciata a pennello e una sconosciuta bicicletta da uomo di almeno 70 anni fa. Gli accordi sono che la sua amata MTB acquistata quasi trent'anni prima venga rimessa a nuovo per permettergli lunghe e comode passeggiate in compagnia dei suoi familiari. Unico requisito deve essere dipinta del colore RAL 6027, per il resto libero sfogo alla fantasia. A dire il vero anche il manubrio e i comandi cambio se li sceglie lui fra quelli che gli ho proposto adattabili al gruppo Shimano Exage Country a 6 + 3 velocità di cui è orgogliosamente dotata la bici. Per le altre due biciclette vedremo più avanti cosa fare.









Ecco la bici com'era quando è arrivata: condizioni generali discrete, raggi ruggini, pedali ridipinti col pennello e sella strappata, copertoni uno per sorta e pure di misure diverse. I parafanghi sono presenti già smontati, in alluminio satinato.
Per prima cosa smonto tutto e rimuovo con spazzola e trapano tutta la vernice da telaio, forcella e piantone dello sterzo. Preparo il telaio e la forcella per il carrozziere, chiudendo tutti i fori filettati e applicando una mano di fondo epossidico, quindi la porto a verniciare. Il piantone del manubrio viene verniciato a polvere per riportarlo al nero originale; la verniciatura a polvere, molto resistente alle abrasioni, eviterà che il piantone si spelli quando verrà infilato e stretto nella forcella. Mentre aspetto che ritorni il telaio mi dedico al cambio, lucidando la guarnitura, il deragliatore anteriore e posteriore, il pacco pignoni. Una curiosità: tale pacco pignoni è una delle primissime versioni a cassetta, con l'ultimo ingranaggio filettato per fissare il pacco alla cassetta, diversamente dagli attuali che prevedono una rondella filettata dedicata da rimuovere con apposita bussola e chiave con catena. Infatti per togliere questo capolavoro di ingegneria devo andare dal fido biciclettaio il quale possiede DUE chiavi catena, con le quali provvede a smontare il pacco pignoni non senza qualche difficoltà.
Il manubrio viene smontato e riposto così com'è, con cambio e leve freno; verrà sostituito da un bel manubrio modello cruiser in alluminio spazzolato con due belle manopole nere ergonomiche, leve freno Shimano Deore nere e cambio Shimano indicizzato (solo per il cambio posteriore).
Le ruote vengono smontate, ripulite e sostituiti raggi e nippli; anche i mozzi vengono smontati, lucidati e revisionati.
Finalmente mi viene consegnato il telaio e inizia il riassemblaggio.
Tutto fila liscio finchè non viene il momento di rimontare la catena: non c'è verso di far funzionare decentemente il cambio e dopo un'oretta passata a cercare di capire i motivi del malfunzionamento mi accorgo che la catena è inspiegabilmente più corta di diverse maglie. Provvedo immediatamente a cambiarla con una di lunghezza adeguata et voilà il cambio finalmente si riesce a registrare. Purtroppo con la catena nuova emerge un difetto che prima non si poteva notare: il pignone più piccolo è stato consumato dalla catena troppo corta e "salta". Una rapida consultazione con Renzo mi autorizza a lasciare le cose come stanno, sarà lui ad evitare di usare il pignoncino.
Sella, porta-borraccia, cavalletto, guaine e cavi nuovi completano l'opera.
Chiamo Renzo per la verifica e successiva consegna e la prova va a buon fine con il proprietario entusiasta della leggerezza e manovrabilità della sua piccola. Chiede però che si intervenga sui freni, ingovernabili - annoso problema dei cantilever - e vuole che anche gli pneumatici siano sostituiti. Optiamo per due gomme a balloon bianche e freni V-Brake con leve extra-long per riuscire a montarli sopra i parafanghi. 









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